<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5273810724005438088</id><updated>2012-02-16T04:52:41.894-08:00</updated><title type='text'>LA REALTÀ DISTORTA</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://larealtadistorta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5273810724005438088/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://larealtadistorta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Daniel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14776087758283422435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5273810724005438088.post-755232717453443173</id><published>2009-02-26T13:18:00.000-08:00</published><updated>2010-08-08T11:23:37.386-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;IN ARGENTINA SI TORNA A VOLER GIUSTIFICARE I MILITARI RESPONSABILI DEGLI ORRORI DELLA DITTATURA.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;DANIEL BENADAVA È L’AUTORE DI QUESTO ARTICOLO, PUBBLICATO SULLA “AGENCIA LATINOAMERICANA Y CARIBEÑA DE COMUNICACIÓN” (11/8/2008). TITOLO ORIGINALE: “EL ‘SANO JUICIO’ JAMÁS PRESCRIBE”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;In questi giorni nella Repubblica argentina, che – come dice la “Milonga del Trovador” – è una incantevole terra dell’America del Sud a mescolanza gaucha di indio e di spagnolo, si sviluppa un dibattito “politico-ideologico” sulla valutazione storica e penale cui devono essere sot-toposti quei militari che, a metà degli anni ‘70 del secolo passato, hanno rovesciato il governo demo-cratico allora esistente e hanno instaurato un regi-me fondato sul terrore e sulla scomparsa e morte di persone. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;In effetti, mentre si stanno svolgendo su tutto il territorio argentino numerosi processi contro i militari che hanno governato il Paese tra il 1976 e il 1983, alcuni residuali gruppi di destra sostengo-no che sarebbe necessario decretare un’amnistia generale – cosa già tentata anni fa con le Leggi di Obbedienza dovuta e Punto Final, poi dichiarate incostituzionali – e che il governo militare non commise delitti contro l’umanità perché, negli anni ‘70 del secolo scorso, si visse una guerra nella quale le Forze Armate argentine – in difesa della proprietà privata, della famiglia e dei buoni costumi – combatterono contro gruppi armati marxisti e atei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;In questa prospettiva, l’Associazione di Familiari e Amici dei Prigionieri Politici dell’Argentina ritiene che attualmente molti membri delle Forze di Sicurezza Argentina si trovano ingiustamente detenuti e/o processati, giacché, fra l’altro, “si di-sconosce che quanto fatto contro il terrorismo (negli anni ‘70) avvenne nel quadro di un conflitto armato non internazionale, soggetto pertanto al Diritto di Guerra e non al Codice Penale Ordinario che vige in tempo di pace”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;Orbene, dietro questa particolare cosmovisione della storia argentina si nasconde una percezione distorta della realtà, perché, ad esempio, non è certo che le organizzazioni rivoluzionarie fossero contro la religione. Molti suoi componenti erano infatti cristiani che, come affermava il teologo e filosofo argentino Enrique Dussel, credevano che l’ateismo di Marx fosse paragonabile a quello dei profeti dell’Antico Testamento nella loro negazione di un Dio-idolo; e, in questo senso, pensavano che in definitiva Marx non si fosse accorto che il suo ateismo era la negazione della negazione idolatrica di un Dio creatore e alterativo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;Da parte sua, padre Carlos Múgica – anche lui sosteneva che Marx non condannasse la religione da un punto di vista metafisico e filosofico, ma condannava la religione storica che conosceva – riteneva che i cristiani dovessero unirsi ai marxisti nella lotta rivoluzionaria latinoamericana, senza cercare di imporre i propri dogmi e senza la codardia di tener nascosta la loro fede. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per altro verso, molti analisti sostengono che gli atti che videro protagonisti i militari argentini durante gli anni dal 1976 al 1983 si iscrivono all’interno di quel complesso di crimini che interna-zionalmente è riconosciuto come “di lesa umanità” e che, secondo l’articolo 7 dello Statuto di Roma (che è lo strumento costitutivo della Corte Penale Internazionale), è composto da “qualsiasi dei se-guenti atti quando si commettano come parti di un attacco generalizzato o sistematico contro una popolazione civile e con consapevolezza: assassinio; sterminio, schiavitù; deportazione o trasferimento forzato di popolazione; detenzione o altra privazione della libertà fisica in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale; tortura, violazione, schiavitù sessuale, obbligo alla prostituzione, forzata gravidanza, sterilizzazione forzata o altri abusi sessuali di gravità comparabile; perse-cuzione di un gruppo o collettività con identità propria fondata su motivi politici...; scomparsa forzata di persone”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;In questo modo, e considerando che, “in principio, i delitti di lesa umanità sono commessi da agenti dello Stato all’interno di un apparato organizzato di potere... che questi crimini non cadono in prescrizione e che il principio di imprescrittibilità si applica anche a fatti commessi durante il ter-rorismo di Stato, negli anni ‘70” (secondo quanto ha affermato l’attuale componente della Corte Suprema di Giustizia argentina Eugenio Raúl Zaffaroni), nella Repubblica argentina esiste l’idea che fino all’ultimo giorno delle loro vite esisterà la possibilità di giudicare quei militari che, decenni addietro, fecero scomparire 30.000 argentini che sognavano un Paese più giusto, solidale e equo. In ultimo, bisogna sottolineare che, oggi come oggi, la maggioranza degli argentini che durante gli anni 1976-1983 cercò di costruire un Paese socialista e cristiano, parafrasando il poeta uruguayano Mario Benedetti, ha iniziato a riconoscere la sconfitta subita decenni fa e, senza inventarsi trionfi di carta - che generano solo tristezza, rancore e risentimento-, cerca di scavare a fondo nel passato (per trovare infine la verità scomoda) e nel futuro (sempre alla ricerca della verità); e così, fra luci e ombre, cerca il giudizio e il castigo per quegli uomini di cattiva volontà che uccisero, umiliarono, fecero a pezzi la famiglia, condannarono al disamore e, infruttuosamente, vollero bruciare il futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5273810724005438088-755232717453443173?l=larealtadistorta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://larealtadistorta.blogspot.com/feeds/755232717453443173/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://larealtadistorta.blogspot.com/2009/02/la-realta-distorta-in-argentina-si.html#comment-form' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5273810724005438088/posts/default/755232717453443173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5273810724005438088/posts/default/755232717453443173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://larealtadistorta.blogspot.com/2009/02/la-realta-distorta-in-argentina-si.html' title=''/><author><name>Daniel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14776087758283422435</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
